Passa al contenuto principale
Spedizioni per l'italia 3,99 €, gratis sopra i 50 € di spesa. In europa gratuite sopra i 200€.

INCI: cos’è davvero, come si legge e perché non basta per dire se un cosmetico è “buono”

| Marilisa Franchini
Facciamo chiarezza una volta per tutte: l’INCI è davvero la lista ingredienti di un cosmetico?

“Questo INCI è buono?”
“Non mi piace l’INCI di questa crema.”

Nel linguaggio comune ormai si usa la parola INCI come sinonimo di lista ingredienti, ma tecnicamente non è corretto. Un cosmetico non “ha un INCI”. Ha una lista ingredienti. L’INCI, cioè International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, è il sistema di nomenclatura con cui quella lista viene scritta. È un vocabolario internazionale standardizzato che permette di identificare gli ingredienti con un nome unico, comprensibile in ogni Paese, senza dover tradurre l’etichetta in più lingue come avviene per gli alimenti. È una sorta di lingua comune, un esperanto cosmetico che garantisce uniformità e chiarezza tecnica.

Questa distinzione non è una pignoleria da addetti ai lavori. È il primo passo per capire di cosa stiamo parlando: la lista ingredienti è il contenuto; l’INCI è il codice linguistico con cui viene espresso.

Beautycology INCI

L’ordine degli ingredienti: cosa sappiamo e cosa no

La lista ingredienti è riportata in ordine decrescente di concentrazione fino all’1%. Questo significa che, fino a quella soglia, gli ingredienti sono elencati dal più concentrato al meno concentrato. Dopo l’1%, però, l’ordine può non essere più rigorosamente decrescente.

Ed è qui che nasce uno degli equivoci più grandi.

Nessuno — e sottolineo nessuno — può sapere leggendo l’etichetta dove finisca l’ordine decrescente preciso e dove inizi la fascia sotto l’1%. Un tecnico esperto può fare delle ipotesi basate sull’esperienza formulativa, ma non può avere la certezza matematica della percentuale reale di ciascun ingrediente. Non è un’informazione disponibile al pubblico.

Questo vuol dire che molte analisi “da screenshot” che vediamo online si basano su deduzioni, non su dati oggettivi.

Vedere un attivo in fondo alla lista non significa automaticamente che sia inefficace, così come trovarlo in alto non garantisce che sia presente in concentrazione funzionale. Senza conoscere le percentuali, il pH e il contesto formulativo, stiamo guardando solo una parte del quadro.

Si può capire la qualità di un prodotto leggendo la lista ingredienti?

Qui voglio essere molto chiara: no, non è possibile stabilire la qualità complessiva di un cosmetico soltanto leggendo la lista ingredienti.

Nemmeno un tecnico può farlo con certezza.

Si può avere un’idea generale del tipo di formula — se è più orientata all’idratazione, alla nutrizione, al trattamento — si possono riconoscere ingredienti noti e intuire la struttura del sistema emulsionante o della base, ma la qualità reale dipende da fattori che la lista ingredienti non rivela:

  • la qualità delle materie prime
  • la purezza degli attivi
  • la stabilità della formula nel tempo
  • il pH finale
  • la tecnologia di veicolazione
  • le concentrazioni precise

Due prodotti con liste ingredienti molto simili possono avere performance completamente diverse sulla pelle. Perché la formulazione è un equilibrio complesso, non un elenco statico.

cosmetici lista ingredienti yukka beautycologa

Allora perché è importante leggerla?

Se non serve a decretare se un prodotto è “buono” o “cattivo”, perché dovrebbe interessare al consumatore?

Per una ragione molto più concreta e meno ideologica: la sicurezza individuale.

Leggere la lista ingredienti è fondamentale per capire se un prodotto contiene sostanze a cui si è allergici o sensibili. Oltre agli ingredienti veri e propri, infatti, devono essere indicati anche gli allergeni, che possono essere naturalmente presenti all’interno di fragranze, oli essenziali o altre materie prime complesse.

Questi allergeni non sono “ingredienti aggiunti” come singole sostanze funzionali, ma componenti naturalmente contenuti in certe miscele aromatiche. Devono comunque essere dichiarati in etichetta quando superano determinate soglie, proprio per tutelare chi ha una sensibilità specifica.

Per esempio, chi è allergico a determinati componenti delle fragranze può individuare la loro presenza leggendo attentamente la lista ingredienti. In questo senso, la lista è uno strumento di prevenzione, non di giudizio estetico.

Naturale contro chimico: una falsa dicotomia

Un altro errore frequente è usare la lista ingredienti per distinguere ciò che “suona naturale” da ciò che “suona chimico”. In realtà tutto è chimica. Anche un estratto vegetale è una miscela chimica complessa. Il nome latino identifica la specie botanica, non garantisce innocuità o superiorità.

La sicurezza di un ingrediente non dipende dal fatto che abbia un nome tecnico o botanico, ma dalla valutazione tossicologica, dalla concentrazione e dalle condizioni d’uso. Il regolamento europeo sui cosmetici è tra i più rigorosi al mondo, e gli ingredienti autorizzati sono stati sottoposti a valutazioni approfondite.

Questo non significa che ogni prodotto sia adatto a ogni pelle, ma significa che non stiamo parlando di sostanze inserite senza controllo.

La mia posizione

La lista ingredienti è uno strumento prezioso, ma va interpretato con competenza e senza semplificazioni eccessive. Non è una pagella morale del prodotto, non è un test di purezza, non è un modo per decretare sentenze definitive.

È uno strumento informativo che permette di orientarsi, fare domande intelligenti e, soprattutto, evitare ingredienti che sappiamo non essere compatibili con la nostra pelle.

Se c’è una cosa che davvero conta, è questa: imparare a leggere la lista ingredienti per proteggersi e per comprendere meglio ciò che si sta acquistando, non per inseguire mode o demonizzazioni.

Perché la qualità di un cosmetico non si misura dalla lunghezza della lista né dalla musicalità dei nomi, ma dalla coerenza scientifica della formula e dalla sua capacità di fare ciò che promette.